Qualora l’utente sia già in possesso di un dominio e abbia necessità di acquistare il solo piano hosting dovrà eseguire pochi semplici passaggi. Innanzitutto, accedere al portale Bhoost e l’utente dovrà selezionare il piano più adatto alle sue esigenze. Verrà indirizzato nell’area dedicata dove potrà scegliere se acquistare solo il piano hosting o aggiungere/registrare anche un dominio. Nel caso qui preso in esame, l’utente andrà a selezionare la voce “Utilizzerò il mio dominio esistente ed aggiornerò i nameserver”.

Una volta selezionata la voce corretta, verrà richiesto l’inserimento del nome dominio a cui abbinare il piano appena scelto. L’utente avrà poi la possibilità di convalidare o modificare la sua scelta ed in seguito di aggiungere eventuali servizi addizionali al piano, per renderlo più completo e aderente alle necessità della sua attività.

Una volta completata la personalizzazione del proprio piano, l’utente dovrà concludere l’ordine cliccando su “Vai al Carrello”. La pagina successiva mostrerà il subtotale e il totale dell’acquisto in corso. Una volta verificata la correttezza delle informazioni l’utente concluderà l’operazione cliccando su “Completa ordine”. Qui verranno richiesti i dati relativi alla fatturazione, quali nome, cognome, residenza, ecc.

Dopo aver riempito correttamente tutti i campi, l’utente selezionerà il metodo di pagamento più congeniale tra quelli proposti e cliccherà su “Completa ordine”. Verrà, dunque, reindirizzato alla sezione dedicata al completamento del pagamento e all’attivazione del servizio.

Gli ordini sono tutti automatizzati dal sistema e subito processati alla ricezione del pagamento. L’utente riceverà sulla casella e-mail inserita in fase di registrazione tutti i dati di accesso per utilizzare da subito il pacchetto hosting acquistato.

Per richiedere assistenza tecnica, è necessario inviare un’email a support@1604lab.com
Oppure, inviare un ticket di assistenza tramite la propria area clienti.

Il servizio di segreteria è attivol solo ed esclusivamente per scopi commerciali.

Non verrà effettuato supporto tecnico telefonico, se non espressamente accordato.

Una entry MX (Mail Exchanger) instrada la posta in arrivo di un dominio su uno specifico server. Il server di raccolta e-mail con il valore più prossimo o uguale allo 0, riceverà la posta spedita al dominio. I server di raccolta e-mail secondari (con valore numerico più alto) potranno essere utilizzati come riserva di sicurezza per la ricezione dei messaggi o per altri scopi. Qualora l’utente assegni a server multipli la stessa priorità, quando sarà necessario la posta sarà distribuita fra di essi in modo casuale.

Per impostare l’instradamento e-mail l’utente dovrà eseguire pochi semplici passaggi:
Effettuare l’accesso al proprio pannello di controllo cPanel
Nella sezione “Email”, selezionare la voce “Instradamento e-mail” o Email Routing

Selezionare il nome dominio dal menu a tendina e alla voce “Configure Email Routing”

Selezionare il tipo di configurazione prescelto tra le seguenti opzioni:
Rileva automaticamente la configurazione locale (consigliato)

Mail Exchanger di Posta Locale

Il server verrà configurato per accettare sempre la posta per il dominio. Il sistema invierà la posta alla casella locale

Backup di Mail Exchanger

Il server verrà configurato come mail exchanger di riserva. La posta sarà trattenuta fin quando un mail exchanger di numero inferiore non sarà disponibile

Mail Exchanger Remoto

Il server verrà configurato per non accettare la posta in locale e per spedire la posta al record MX di valore più basso.

Una volta selezionata la configurazione desiderata l’utente dovrà cliccare su “Modifica”, per completare l’operazione.
Impostare l’ opzione sbagliata potrebbe interrompere la raccolta della posta da parte del server. Vi suggeriamo, dunque, di contattare l’ amministratore di sistema, prima di procedere con la scelta di qualsiasi impostazione.

Il modo più comune di connettersi a un server via SSH è utilizzare username e password. Per aumentare il livello di sicurezza e impedire accessi non autorizzati, è possibile utilizzare l’accesso con chiave pubblica e privata.

La chiave pubblica sarà impostata nel server, la chiave privata nel proprio PC. Quando si tenterà una connessione verrà stabilita una comunicazione sicura, garantita dalla comparazione delle due chiavi.

In questa guida vedremo come creare la coppia di chiavi e come connettersi via SSH al server con il popolare client PuTTY.

Alcuni piani hosting Linux prevedono già l’accesso SSH mentre per tutti gli altri piani è possibile rivolgersi al nostro reparto commerciale.

L’utente, per generare la chiave pubblica e la chiave privata tramite cPanel, dovrà eseguire una semplice procedura:

Accedere a cPanel
Nella sezione “Sicurezza”, cliccare su “Accesso SSH”

Nella schermata successiva, cliccare su “Gestisci chiavi SSH”

Cliccare su “Genera una nuova chiave”

Compilare i campi richiesti con le seguenti informazioni:
– Key Name: nome della coppia di chiavi
– Password chiave: password di sicurezza
– Tipo di chiave: RSA
– Dimensioni chiave: 2048

Cliccare su “Genera chiave” per completare la procedura
Per autorizzare la nuova chiave, tornare nella schermata principale, cliccare su “Gestione” e in seguito su “Authorize”

Per effettuare la connessione al server dal PC, scaricare la chiave privata

cPanel permette di scaricare la chiave in 2 formati: standard e PPK. Se si utilizza un client ssh da linea di comando (es. Linux) sarà possibile scaricare il formato standard. Qualora, come esposto in questa guida, si utilizzi il client PuTTY, bisognerà convertirla nel formato PPK. Per fare ciò, sarà richiesto d’inserire la password per sbloccare la chiave e di cliccare, poi, su “Converti”.

Scaricare PuTTY, client SSH, FTP, ecc., multipiattaforma e gratuito. Una volta avviato il client apparirà una schermata.
Sarà richiesto, nel campo “Host Name”, l’inserimento di un indirizzo IP, del nome del server oppure del nome del dominio a cui l’utente intende collegarsi. Inoltre, sarà necessario inserire un nome per il profilo di connessione nel campo “Saved Sessions” e cliccare su “Save”, per salvare le prime impostazioni.

Nella nuova schermata cliccare su “SSH” e in seguito su “Auth”
Cliccare su “Browse” per caricare la chiave privata scaricata prima da cPanel
Spostarsi nella sezione “Connection”, cliccare su “Data” e, nel campo “Auto-login username”, inserire l’ utente cPanel
Tornare sulla sezione “Sessions”, cliccare su “Save” per salvare la configurazione e quindi su “Open” per avviare la connessione. Se il processo sarà stato effettuato correttamente, l’utente visualizzerà la seguente immagine:

Per confermare l’accettazione della connessione cifrata (solo la prima volta) cliccare su “Si”. Il sistema si collegherà e verrà richiesto di inserire la password relativa alla chiave privata. Dopo aver inserito la password e premuto “Invio”, verrà garantito l’accesso.

Da questo momento in poi, l’utente potrà operare da linea di comando nel proprio account cPanel. Per maggiori informazioni su tutte le nostre soluzioni web hosting vi invitiamo a visitare il nostro sito web.

L’impostazione dei permessi dei file del proprio sito web è un aspetto molto importante, poiché tale operazione permette al server hosting di operare correttamente proprio sui file in questione. L’impostazione errata dei permessi sul server potrebbe causare problemi di funzionamento del sito, per cui è necessario operare le modifiche con la massima attenzione.

I permessi dei file indicano ciò che ogni utenza è autorizzata a compiere in termini di scrittura del file, lettura ed esecuzione. Le utenze autorizzate generalmente sono di tre tipi: “Proprietario”, ossia il webmaster del sito, che possiede l’accesso al sito web mediante cPanel, “Gruppo” che rappresenta, invece, tutte le eventuali altre utenze presenti sul server e “Pubblici” che rappresenta gli utenti ordinari del WWW.

Ogni utenza possiede un permesso specifico per lettura, scrittura ed esecuzione file. È molto importante che sia l’utenza “Gruppo” che “Pubblici” possiedano il permesso di leggere, ovvero di visualizzare, i file del sito: in caso contrario potrebbe verificarsi un errore 403 durante l’ordinario utilizzo del sito da parte degli utenti.

E’ importante sapere che, all’interno del programma Gestione file, i permessi sono codificati attraverso numeri: in alcuni casi i numeri potrebbero essere quattro (ad esempio 0755), il che è del tutto equivalente a considerare soltanto gli ultimi tre (755).

I numeri rappresentano una combinazione univoca di permessi concessa al file oppure alla cartella del nostro sito: nella combinazione 755, la prima cifra si riferisce all’utenza “Proprietario”, la seconda a “Gruppo”, la terza a “Pubblici”. Il permesso di lettura viene codificato come 4, quello in scrittura come 2, quello in esecuzione come 1, la mancanza di un permesso come 0. Sono ammesse anche combinazioni degli status appena citati, ovvero:

Scrittura ed esecuzione codificato come 3 (2+1);
Lettura ed esecuzione codificato come 5 (4+1);
Lettura e scrittura codificato come 6 (4+2);
Lettura, scrittura ed esecuzione codificato come 7 (4+2+1).
I file devono possedere permessi 644 oppure 755, le cartelle devono possedere attributi necessariamente pari a 755. In termini di sito web, in molti casi, il permesso di esecuzione su un file è del tutto indifferente.Tutti i file presenti nella cartella cgi-bin, infine devono possedere permessi 755.

Impostazioni avanzate

Durante la fase di debug di un sito potrebbe esser necessario impostare i permessi a 777, ovvero il massimo della libertà: questa impostazione non è ammessa su tutti i server e, in generale, è del tutto equivalente alla classica 755 per la maggioranza degli script diffusi sul web.

Se uno script richiede necessariamente il permesso 777, quindi, potrebbe trattarsi di un problema di codice oppure lo stesso potrebbe risultare obsoleto e non più funzionante.

Rischi per la sicurezza

Il più grande problema per la sicurezza di un sito web consiste nel fornire permessi di scrittura alle utenze “Gruppo” e “Pubblici”, abilitando così eventuali utenti malintenzionati a modificare o cancellare elementi del sito.

Le ultime due cifre della combinazione dei permessi, come regola generale, non dovrebbe mai essere uguale alle cifre 2, 3, 6, 7.

Alcuni script, inoltre, sono problematici in termini di permessi perché richiedono necessariamente il 777, ed il sistema potrebbe considerare – a seconda dei casi e delle configurazioni sottostanti il server – l’utente PHP come “nobody”.

Permessi dalla shell di Linux/Unix

Come abbiamo visto in precedenza, i permessi possono essere rappresentati in modi differenti mediante una combinazione di tre o quattro cifre: se si utilizza SSH, tuttavia, i permessi compariranno come segue:

drwxr-xr-x

0123456789

Il primo carattere rappresenta il tipo di file mentre le tre lettere successive codificano rispettivamente lettura (r), scrittura (w) ed esecuzione (x). Le successive tre lettere, invece, rappresentano i permessi del “Proprietario”: si noti inoltre come il trattino “-” indichi la mancanza di permessi.

rwx rappresenta quindi i permessi ordinari del “Proprietario”, r-x quelli del “Gruppo” e (le ultime tre lettere) quelli “Pubblici”: r-x significa che la scrittura non è ammessa, in particolare, per quel determinato ruolo.

Modifica dei permessi

Esistono tre modi per modificare i permessi:

Utilizzare File Manager all’interno di cPanel

Uno dei modi più immediati per modificare i permessi dei file è quello di utilizzare il pannello di controllo cPanel, in particolare il File Manager (lo stesso utilizzato per impostare il mod_rewrite).

Per modificare i permessi sarà necessario seguire la procedura di seguito:

Accedere al proprio pannello di controllo cPanel;
Cliccare su “Gestione File” (File Manager);
Selezionare il file che si desidera modificare in termini di permessi;
Selezionare il link “Cambia permessi” (Change Permissions);
Inserire i permessi desiderati secondo la griglia riportata;
Cliccare su “Cambia” per confermare la modifica.
Utilizzare un client FTP

Un modo alternativo per modificare i permessi consiste nell’utilizzo di un client FTP. La procedura da seguire sarà la seguente:

Connettersi al sito mediante FTP (ad esempio FileZilla);
Selezionare il file;
Selezionare “Permessi” oppure “Attributi” oppure, in FileZilla, “Permessi file…”;
Impostare i permessi, cliccando su “Ok” per confermare la scelta.
La connessione tramite FTP può rivelarsi molto utile per impostare, se necessario, anche i permessi di un gruppo di file o di una cartella.

Utilizzare SSH oppure uno script apposito

L’utilizzo SSH o di uno script apposito è una ulteriore alternativa per modificare i permessi. L’ operazione può essere eseguita a basso livello mediante il comando CHMOD.

Un handler PHP è il modulo software che permette alle librerie di Apache di interpretare il codice PHP di un sito web, influendo così sulle prestazioni, sui permessi e sul livello di sicurezza (un handler stabilisce cosa “si può fare“ e cosa no) e sulla generazione delle pagine (dinamiche).

Gli handler PHP fanno in modo di stabilire come il linguaggio debba essere caricato all’interno del server su cui sta girando: numerosi sono gli handler che si possono utilizzare, come ad esempio, CGI, DSO, suPHP e FastCGI. Ognuno di essi realizza il comportamento delle librerie, attraverso altrettante implementazioni e file distinti.

È facile intuire come gli handler possano influenzare sensibilmente il carico di lavoro e le prestazioni del server, per cui la scelta di questi ultimi dovrebbe avvenire in maniera molto accorta.

Diventa indispensabile, pertanto, capire quale di essi funzioni meglio per ogni caso specifico, tenendo conto del fatto che non esiste un handler migliore degli altri in assoluto.

Per impostazione predefinita, cPanel & WHM offre sei gestori PHP. Ogni gestore differisce nei file e nell’implementazione, il che influenza la rapidità e la sicurezza con cui Apache gestisce le richieste PHP.

La modifica dell’ handler PHP di cPanel è piuttosto semplice.

Innanzitutto, l’utente dovrà effettuare il login al proprio account WHM ed andare su: Home >> Software >> Gestione MultiPHP.
In seguito, nella scheda “Gestori PHP” cliccare su “Modifica”, sulla versione di php dove desidera abilitare un particolare handler, e cliccare su “Applica” per apportare le modifiche.

Qualora l’handler desiderato non fosse in lista, l’utente dovrà ricorrere ad “Easy Apache” per compilarlo e renderlo disponibile. Dovrà:

Andare nella sezione Software >> EasyApache 4

Cliccare su “Personalizza” sotto “Currently Installed Packages”

Cliccare su “Apache Modules” e scegliere gli handler che desidera installare/abilitare.

Come detto in precedenza esistono diversi tipi di handler PHP. Di seguito, una breve lista dei più utilizzati.

DSO (Dynamic Shared Object)

E’ noto solitamente come mod_php. Si tratta di uno degli handler più vecchi ma, al tempo stesso, più efficienti. Ha il compito di far funzionare PHP come modulo del server Apache e ciò implica che le istruzioni PHP vengano eseguite dall’utente Apache “nobody”.

I principali inconvenienti di DSO sono due. Prima di tutto, i file PHP saranno considerati di proprietà dell’utente, quindi, qualora il sito necessiti di funzionalità di upload, esse non potranno essere garantite (sarà necessario impostare i permessi con CHMOD). Ad un esempio, le funzionalità di caricamento di immagini e documenti di WordPress, così come gli update automatici, non funzioneranno se si adotta l’handler DSO.

Il secondo inconveniente è legato alla sicurezza del sistema. Poiché i file creati saranno di proprietà dell’utente “nobody” di Apache, qualora un hacker trovasse una falla negli script PHP, potrebbe potenzialmente creare un proprio file con privilegi elevati, disponendo così della possibilità di manipolare i contenuti del filesystem dall’esterno.

Questa problematica rende DSO inadatto per le configurazioni multi-utente, come gli account reseller o anche gli hosting condivisi. Al contrario, in caso di singolo utente attivo sulla macchina – come, ad esempio, nel caso degli hosting dedicati – si potrà godere dei benefici di efficienza e velocità del modulo.

Un modo semplice per evitare rischi è quello di mantenere sempre il software aggiornato, seguendo gli aggiornamenti dei CMS oppure pianificandoli assieme al webmaster o sviluppatore del sito.

L’efficenza di DSO è dovuta essenzialmente al suo minimale utilizzo della CPU, il che lo rende piuttosto diffuso su buona parte dei server in circolazione come scelta di default.

CGI (Common Gateway Interface)

E’ uno degli handler più noti e diffusi e ha il compito di far funzionare PHP come modulo CGI invece che Apache. Tuttavia, anch’esso esegue i processi PHP come utente “nobody” di Apache, ma tenendo sotto controllo le utenze che effettuano le varie richieste mediante il modulo suEXEC. Stando alla documentazione di cPanel, questo modulo non è né efficiente né sicuro, nonostante sia possibile far intervenire il suddetto componente di sistema aggiuntivo. cPanel & WHM fornisce mod_cgi e mod_ruid2 per impostazione predefinita.

suPHP (Single user PHP)

Fa funzionare PHP come modulo CGI, ma differisce da quest’ultimo per un aspetto fondamentale. Gli script che vengono eseguiti dal web, infatti, funzionano rigorosamente per lo stesso utente che ne detiene i diritti. suPHP: per questa ragione, è il modulo ufficialmente suggerito da cPanel poiché, nella pratica, permette di monitorare costantemente quale utente stia eseguendo ogni operazione, piuttosto che relegarla all’utente generico “nobody”.

suPHP permette, inoltre, di superare le limitazioni viste in precedenza in merito all’upload dei file sul sito – update automatici, installazione di plugin o temi di WordPress – che potranno essere eseguiti in condizioni di massima sicurezza.

E’ bene tenere presente, comunque, che le funzionalità di upload non potranno funzionare su un server senza suPHP oppure FastCGI.

L’handler suPHP offre inoltre il vantaggio che qualsiasi script venga eseguito esclusivamente dall’utente proprietario e che i file che possiedono permessi di scrittura estesi non possano, in generale, essere anche eseguibili. In altri termini, qualora un account di hosting risultasse compromesso, non potrebbe comunque “infettare” altri account.

L’unico reale svantaggio derivante dall’utilizzo di suPHP risiede nel fatto che impiega notevolmente la CPU del server, causando alcuni rallentamenti del sistema. Inoltre, non è consentito utilizzare Opcode Cache (come Xcache oppure APC), imponendo all’amministratore la necessità di installare un plugin ulteriore.

FastCGI

È un’alterazione del modulo CGI, che migliora le prestazioni del server e gli aspetti di sicurezza. Combina i vantaggi di PHP e consente l’esecuzione dello script solo per il proprietario. La principale differenza di FastCGI, rispetto ad altri gestori, è fornire un utilizzo ottimizzato della CPU, oltre a prestazioni elevate paragonabili a quelle DSO. Questo modulo è compatibile con eAccelerator o APC, che possono aumentare la velocità di visualizzazione delle immagini. Lo svantaggio di questo handler sta nell’utilizzo della memoria RAM: questo accade perché i processi PHP non vengono gestiti dinamicamente ad ogni comando, considerando la presenza di una singola sessione attiva in background. Questo gestore consente anche l’uso di plugin come Opcode per la cache. Devi considerare l’opportunità di utilizzare FastCGI nel caso in cui desideri sfruttare le migliori caratteristiche di suPHP e, allo stesso tempo, di un utilizzo ottimizzato della memoria RAM.

FastCGI Process Manager (PHP-FPM)

PHP FastCGI Process Manager (PHP-FPM) è un demone FastCGI alternativo per PHP che consente a un sito Web di gestire carichi pesanti. PHP-FPM mantiene i pool (worker che possono rispondere alle richieste PHP) per ottenere questo risultato. PHP-FPM è più veloce dei metodi tradizionali basati su CGI, come SUPHP, per ambienti PHP multiutente.

É possibile cambiare le impostazioni di FPM da WHM tramite la seguente procedura: Home -> Software -> Gestione MultiPHP e poi cliccare sulla scheda “System PHP-FPM Manager”

FCGI daemon (FCGId)

mod_fcgid è un’alternativa ad alte prestazioni a mod_cgi o mod_cgid, che avvia un numero sufficiente di istanze del programma CGI per gestire richieste simultanee e questi programmi rimangono in esecuzione per gestire ulteriori richieste in arrivo. È preferito dagli sviluppatori PHP, ad esempio, come alternativa preferita all’esecuzione di mod_php in-process, offrendo prestazioni molto simili.

Consigliamo il modulo mod_fcgid Apache solo per amministratori di sistema avanzati che capiscono come modificare le prestazioni del modulo mod_fcgid Apache.

LSAPI

Apache mod_lsapi è un modulo basato su LiteSpeed Technologies API per PHP. Offre eccellenti prestazioni PHP, un ridotto ingombro di memoria unito a una grande sicurezza e supporto per la memorizzazione nella cache del codice operativo.

Usando LSAPI, abbiamo visto prestazioni più elevate di Apache con mod_php, installazione più semplice di php-fpm e integrazione più semplice con qualsiasi pannello di controllo. LSAPI significa pagine web dinamiche più veloci e più stabili.

Per utilizzare la piena funzionalità di questo gestore, il sistema deve eseguire CloudLinux.

Di seguito, una breve tabella comparativa dei diversi handler descritti in precedenza.

DSO

CGI

SuPHP

FastCGI

Basso utilizzo di CPU

Basso consumo di RAM

Utilizza PHP mediante singoli utenti proprietari e non come Apache

solo con suEXEC

Sicurezza

Il web disk consente di caricare documenti sul proprio hosting mediante una semplice operazione di drag & drop. Appena configurato, il web disk permetterà all’utente di eseguire l’upload di documenti sul disco e, allo tempo stesso, di navigare nella sezione del server, visualizzare i file, cancellarli e/o modificarli. Il web disk è un hard disk online sempre disponibile, un’alternativa ideale a penne USB, DVD, CD o hard disk esterni e accessibile, mediante una connessione ad internet, sul vostro computer.

L’utente può accedere al web disk, tramite il proprio cPanel, cliccando sulla voce omonima. Avrà accesso, mediante HTTPS, a un web disk o disco remoto, che potrà utilizzare come se fosse in locale, per memorizzare file di vario genere. Accedendo al web disk dal proprio computer, aprirà una finestra nella quale si potrà spostare, aggiungere o cancellare file sul server remoto. L’account del web disk possiede, di default, le medesime credenziali (username e password) dell’account cPanel e fornisce l’accesso a tutti i file della home directory del disco remoto.

Ovviamente, sarà possibile per ogni utente creare ulteriori username e password per consentire ad amici e collaboratori di accedere al web disk condiviso, in lettura ed eventualmente in scrittura. E’ consentito concedere i diritti di lettura e/o scrittura per la home, oppure per una delle sottocartelle al proprio interno.

Per creare un account Web Disk ex-novo l’utente dovrà:

Digitare lo username desiderato nel campo “username” e selezionare, nel caso di account multidominio, il dominio o sottodominio interessato;
Digitare e confermare la password prescelta oppure sfruttare il generatore automatico di password casuali;
Inserire la directory cui si desidera connettersi mediante il web disk;
Selezionare i livelli di permessi per l’account che si sta creando, scegliendo tra Read-Write (Lettura / Scrittura) che permette tutte le operazioni supportate all’interno della directory indicata, quindi possibilità di visualizzare i file e di caricarne di propri, o Read-Only che permette esclusivamente download, lettura e visualizzazione della lista di file all’interno della cartella remota;
Selezionare la casella a fianco della stringa “Enable Digest Authentication without SSL (Windows® Vista (or later) support)”, qualora utilizzi Windows® Vista o versioni successive di Windows® e desideri fare uso di autenticazione priva di SSL (Digest Authentication without SSL). Questa opzione è attivabile anche in un secondo momento;
Cliccare su Create per avviare la creazione dell’account.

Per gli utenti Windows XP, Windows Vista, Windows 7 e Windows 8 sarà possibile connettersi al web disk attraverso il setup di una procedura apposita oppure mediante connessione manuale. cPanel potrebbe inoltre richiedere a Windows l’autenticazione per accedere al web disk su HTTPS (Digest Authentication): se l’utente dispone di un Certificato SSL per il dominio da cui accederà, tale autenticazione non sarà necessaria.

Hostgento prevede la possibilità per l’utente di aggiungere uno o più contatti al proprio account. Un’ operazione molto utile nel caso in cui vi siano più collaboratori a dover essere informati sui servizi in uso, come domini, hosting, server, ecc., e in merito a ticket tecnici, notifiche, ecc.

Per fare ciò, l’utente dovrà accedere alla propria area clienti e, nel menù in alto a destra, cliccare su “Gestione Contatti”.

Nella pagina successiva, l’utente dovrà inserire tutti i dati del nuovo contatto e selezionare la tipologia di notifiche che potrà ricevere. Per completare l’operazione dovrà infine cliccare su “Aggiungi contatto”.

Bhoost offre assistenza tecnica gratuita tramite ticket system su tutti i prodotti. É possibile richiedere il supporto di tipo Managed o assistenza advanced in caso di necessità su alcune tipologie di prodotti. Di seguito, una breve descrizione delle tipologie di supporto fornite dal nostro team:

HOSTING

Il nostro team garantisce assistenza continuativa 24 ore su 24, 7 giorni su sette, 365 giorni l’anno su tutti i piani web hosting. L’utente potrà richiedere supporto aprendo un ticket direttamente dalla propria area cliente. Il nostro team risponderà nel più breve tempo possibile. Non è previsto alcun supporto per i problemi legati al codice dei siti web, in quanto area di competenza del webmaster.

VPS CLOUD

Il servizio VPS Cloud permette all’utente di gestire in piena autonomia la componente software del sistema. L’assistenza base associata a questo servizio riguarda solo problematiche relative a connettività e hardware (in questo caso, trattandosi di una macchina virtuale problemi relativi all’avvio della macchina stessa). È possibile aggiungere il supporto “Managed” qualora si desideri che siano i nostri sistemisti a occuparsi anche della gestione software e della supervisione avanzata del server virtuale.

SERVER DEDICATO

Come nel caso precedente, l’assistenza base si applica su problematiche inerenti a connettività e hardware. Qualora un componente hardware dovesse guastarsi i nostri tecnici saranno pronti alla sostituzione gratuita entro 24 ore. Anche su questo servizio è possibile associare il supporto “Managed” per la gestione sistemistica della parte software del server.

ASSISTENZA ADVANCED

Oltre all’assistenza base inclusa in tutti i nostri servizi è possibile richiedere un intervento dedicato per VPS e server dedicati che richiedono competenze più specifiche. L’utente potrà avere un contatto diretto con un nostro tecnico che fornirà una stima dell’intervento prima di procedere alla correzione del problema. E’ escluso ogni tipo d’intervento riguardante la programmazione e il debug di siti web.

L’utente per richiedere il Codice di autorizzazione (Authinfo / EPP / AuthCode), necessario per il trasferimento di un dominio, dovrà eseguire pochi semplici passaggi:

Accedere alla propria area clienti
Cliccare sulla voce “I miei Servizi”, in alto a sinistra
Cliccare sulla voce “Gestisci”, in corrispondenza del dominio che si intende trasferire
Nella sezione “Azioni”, cliccare su “Richiedi Authcode” per richiedere il codice di migrazione.
Al termine dell’operazione il codice verrà inviato all’indirizzo email fornito dall’utente in fase di registrazione.

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